INNSE – Un esempio da seguire. I compiti di Rifondazione
I lavoratori dell?Innse hanno vinto. Se lo sono meritato, con mesi e mesi di lotta e, da ultimo, con una settimana di protesta sul carroponte. L?azienda non verr? frantumata e smantellata, i lavoratori non verranno ricollocati da qualche altra parte ma, al contrario, riprender? la produzione ? e quindi l?occupazione ? con un nuovo padrone.
Questa lotta deve diventare un esempio per i lavoratori in lotta di tante aziende in crisi, perch? dimostra che attraverso la lotta ? possibile vincere, ? possibile cambiare le decisioni dei padroni e del governo. Nell?autunno la parola d?ordine del fare come la Innse (ma anche come la Indesit e la Fincantieri) deve diventare un punto centrale della mobilitazione e della comunicazione sociale. Fare come l?Innse vuol dire innanzitutto costruire un?unit? e una solidariet? molto forti tra i lavoratori. Senza l?unit? dei lavoratori nulla sarebbe stato possibile. Unit? tra i lavoratori vuole anche dire capacit? di esprimere una propria soggettivit? autonoma, anche nei confronti delle proprie organizzazioni.
In secondo luogo vuol dire chiarezza nei confronti degli obiettivi. La duttilit? nell?utilizzare ogni margine di trattativa possibile non ? mai diventata confusione sugli obiettivi da perseguire. Tutti i livelli di governo coinvolti nelle trattative e nelle discussioni delle settimane scorse erano orientati a garantire una ricollocazione dei lavoratori, ma non a riaprire l?azienda. Solo la netta determinazione dei lavoratori ha impedito che si spostasse completamente il senso della trattativa.
In terzo luogo, vuol dire avere la capacit? di scegliere forme di lotta molto dure, non come elemento di disperazione, ma come razionale modalit? di contrattazione e di costruzione di un immaginario capace di comunicare sui mass media. La lotta dell?Innse ha saputo sia modificare l?orizzonte contrattuale, che costruire un universo simbolico. La Innse ? diventata la prima notizia di vari telegiornali e questo ha fatto uscire pazzo Berlusconi, che sulla rimozione della realt? dell?immaginario ha costruito il suo progetto politico.
In quarto luogo, vuol dire avere la capacit? di inserirsi nelle contraddizioni che si generano nel campo avverso, ma a partire da un proprio autonomo punto di vista. Nella vicenda Innse ? del tutto evidente che si ? giocata anche una partita politica tra la lega Nord (che aveva sponsorizzato lo speculatore Genta) e una parte del centro destra che ha prima subito l?iniziativa della lega e poi ? grazie all?azione operaia ? ha spinto per altre soluzioni. La vicenda dell?Innse ci parla di grandi contraddizioni in seno alle classi dirigenti, contraddizioni che possono esplodere se fatte maturare dal conflitto sociale.
Nella vicenda dei lavoratori dell?Innse vi sono quindi numerosi elementi di interesse, a partire dalla compattezza e dalla determinazione degli operai, per arrivare alla capacit? di costruire attorno alla loro lotta una ?coalizione? che partiva dalla Fiom e arrivava a Rifondazione, al popolo del presidio in questi giorni. Proprio su questo voglio spendere alcune parole. Rifondazione ? stata presente nella lotta della Innse sin da quando il nostro ex assessore provinciale si adoperava per trovare una soluzione industriale. Siamo stati presenti in questi mesi e in queste settimane, sia con la partecipazione di molti compagni e compagne al Presidio, sia raccogliendo soldi per la cassa di resistenza, sia agendo nei confronti di tutte le istituzioni, da quelle locali a quelle nazionali, con il giornale Liberazione che ha fatto un ottimo lavoro. Per svolgere un ruolo in autunno, dovremmo essere capaci di fare quanto fatto alla Innse ? e, se possibile, un po? meglio ? in tutte le aziende in crisi. Alla Innse la lotta c?era gi?. In molti casi occorre proporla e adoperarsi per costruirla. Se non volgiamo che il ?fare come la Innse? sia un puro fatto di propaganda agostano occorre quindi mettere mano al funzionamento del partito, territorio per territorio e dimostrare sul serio la nostra utilit? sociale. So bene che la lotta non ? sufficiente, ma senza di quella non si va da nessuna parte.
(da Liberazione del 13 agosto 2009)
( tratto da http://home.rifondazione.it/xisttest/content/view/6380/314/ )

