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Rifondazione Comunista – Vasto

Circolo Sante Petrocelli

A proposito di Afghanistan e concerti

Scritto da Maria - 19 settembre 20091 COMMENTO

Che siano morti 6 soldati italiani in Afghanistan è un fatto triste, com’è triste che in questo paese muoiano sul lavoro 4 persone ogni giorno.
Ma di quei morti nessuno ne parla.
Volendo sorvolare tutti gli argomenti inerenti la guerra imperialista che l’Italia sta conducendo in Afghanistan, su cui ci sarebbe tantissimo da scrivere, mi chiedo come mai in questi giorni di lutto nazionale un concerto possa essere ritenuto offensivo e irrispettoso, mentre una 3 giorni di dibattiti politici no.
Eh già! perchè l’italia dei valori ha annullato il concerto della pfm di stasera, ma non l’incontro nazionale.
A mio avviso sarebbe stato un’ottima occasione per celebrare, attravero la musica quelle morti (e quelle di tutti coloro che perdono la vita sul lavoro); la musica è forse la forma di arte più universale e trasversale, essa infatti supera le barriere del linguaggio e gli ostacoli culturali per stregare l’animo di ognuno.
Oppure il concerto poteva essere di critica  e contestazione nei confronti della guerra e della presenza dell’Italia in Afghanistan, argomento che il superpopulista Di Pietro sostiene in questo giorni a gran voce (ma guarda un po’!)
Platone affermò che, come la ginnastica serviva ad irrobustire il corpo, la musica doveva arricchire l’animo. Attribuiva alla musica una funzione educativa.
Jean Jacqhes Rousseau, filoso e compositore, sostenne che il linguaggio parlato e la musica fossero nati nello stesso momento per funzioni analoghe e che il canto fosse un’intensificazione della parola.
Gli Evoluzionisti sostenevano che la musica fosse nata come subordinata al rito sacro, per venerare i morti e celebrare la loro grandezza.
Oggi, con l’annullamento del concerto, passa un messaggio che rovescia quella che è stata la funzione della musica nei secoli, attribuendole un valore assoluto che è quello del divertimento, del chiasso, del distrurbo.
Mentre la musica non ha un valore assoluto, ma prende le forme e i significati che noi le attribuiamo; la musica può essere di protesta, può essere divertente, può festeggiare i vivi e celebrare i morti.
Ma è una scelta di facile consenso quella di dire “Annulliamo il concerto!” Così che tutti pensino a quanto si è stati rispettosi senza soffermarsi sul messaggio sbagliato che si fa passare. A questo punto sarebbe stata una scelta molto più coraggiosa annullare tutti i dibattiti e per una volta fare veramente silenzio.
Ma chissà perchè tutto questo non mi stupisce affatto!

« La musica è una delle vie per le quali l’anima ritorna al cielo » Torquato Tasso

Un commento to “A proposito di Afghanistan e concerti”

  1. Paolo scrive:

    d’accordissimo, ma spesso è piu facile accodarsi all’ipocrisia dilagante che alzare il dito e dire “per me… la corazzata Potiemkin..”

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