CONTRO IL RAZZISMO
Manifestazione Nazionale Antirazzista
Roma 17 ottobre 2009 – ore 14 Piazza Repubblica
L’assemblea nazionale antirazzista del 25 luglio riunitasi a Roma, ha rivolto un forte appello a mobilitarsi contro i provvedimenti razzisti del governo Berlusconi che alimentano odio, divisioni e violenza nella società.
PIATTAFORMA:
- No al razzismo
- Per la regolarizzazione generalizzata per tutti
- Ritiro del pacchetto sicurezza
- Accoglienza per tutti
- No ai respingimenti e agli accordi bilaterali che li prevedono
- Per la rottura netta del legame tra il permesso di soggiorno e il contratto di lavoro
- Diritto di asilo per i rifugiati e profughi
- Per la chiusura definitiva dei Centri di Identificazione ed Espulsioni (CIE)
- No alle divisioni tra italiani e stranieri
- Diritto al lavoro, alla salute, alla casa e all’istruzione per tutti
- Mantenimento del permesso di soggiorno per chi ha perso il lavoro
«Si alla regolarizzazione di tutti e tutte». Recita lo striscione che apre il corteo. E subito dietro «No al razzismo, al reato di clandestinità e al pacchetto sicurezza». Questi gli striscioni, firmati dal ‘Comitato immigrati 17 ottobre’ che hanno aperto il corteo partito da piazza della Repubblica per manifestare contro il razzismo.
In migliaia a dispetto della pioggia affolavano il piazzale difronte alla stazione termini, luogo frequentato quotidianamente dagli immigrati, e che per un giorno è diventato simbolo non dell’emarginazione e della mortificazione, ma della solidarietà, della lotta comune e della risposta collettiva contro il razzismo.
«Il razzismo non è stato sconfitto, continua a provocare vittime e viene alimentato dalle politiche del governo Berlusconi. Il pacchetto sicurezza approvato dalla maggioranza di centro destra risponde ad un intento persecutorio, introducendo il reato di ‘immigrazione clandestina’ e un complesso di norme che peggiorano le condizioni di vita dei migranti, ne ledono la dignità umana e i diritti fondamentali», si legge nell’appello che ha convocato la manifestazione. .
L’appello denuncia anche la discriminazione nei confronti delle persone gay, lesbiche, transgender e si dichiara al fianco di tutti i lavoratori e le lavoratrici in lotta per la difesa del posto di lavoro.

