7
febbraio - 2012
martedì
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Rifondazione Comunista – Vasto

Circolo Sante Petrocelli

termovalorizzatoreDobbiamo essere chiari fin dall’inizio: i termovalorizzatori non esistono. Sono un’invenzione ed un inganno. Un’invenzione, perché mai una volta quel termine è usato nelle norme italiane in materia di gestione rifiuti, né in quelle europee. Un inganno, perché in realtà niente è valorizzato da quegli impianti, ormai sorpassati dal tempo (nel mondo non se producono più) e dal buon senso (sono antieconomici e dannosi per la salute e l’ambiente). Ed allora, da cosa deriva questa parola, che ciclicamente si sente pronunciare dalla bocca di certi amministratori o scritta su qualche foglio locale o qualche giornale? Semplice: dalla necessità di aggirare la realtà per fare accettare ai cittadini la presenza di un inceneritore.

Inceneritore (e non termovalizzatore), è il nome vero ed usato nella normativa nazionale ed europea, per indicare un impianto che brucia rifiuti, rilasciando emissioni pericolose nell’aria che respiriamo e producendo scorie pericolose che devono essere in qualche modo smaltite in discarica. Un impianto che brucia roba che potrebbe essere riutilizzata, riciclata e rimmessa sul mercato come materia prima a minor costo. Questa è l’attività di un inceneritore: bruciare risorse. E nonostante tutto si vuole far passare l’idea che possa portare vantaggi in termini energetici ed economici. Niente di più falso.

Anche in questo periodo, anche dalle nostre parti ancora una volta, politici locali sgomitano per guadagnare il primato della proposta, questa volta tirata in ballo dalla necessità di salvare il Civeta, il consorzio intercomunale di smaltimento rifiuti per il comprensorio vastese, dal fallimento. E c’è chi torna a parlare di inceneritore a Cupello. Questa volta la proposta, vecchia e superata da studi a più livelli, è partita dalla destra vastese.

È ormai fortemente riconosciuta una correlazione tra l’aumento di pericolose patologie, malformazioni fetali, tumori infantili, malattie allergiche, infiammatorie e neurologiche e la presenza degli inceneritori in una data zona. Patologie dovute al rilascio, oltre che delle già note diossine, anche di particelle sottili, ma soprattutto di quelle sottilissime. Da queste ultime non possiamo tutelarci, perché esse sfuggono ad oggi alla cattura di qualsiasi filtro industriale e sono perciò libere di disperdersi nell’ambiente e di essere respirate. E nemmeno le leggi garantiscono la protezione dalle particelle piccolissime, in quanto esse non sono previste nei criteri di valutazione dell’inquinamento ambientale. Così quelle sostanze oltre che essere dai noi respirate, sono libere di inserirsi nel ciclo alimentare, contaminando le nostre campagne ed i prodotti della nostra terra, le acque che beviamo e le carni di cui ci cibiamo.

Rischi, quelli sommariamente descritti e di cui sarà bene soffermarci in altre occasioni, non giustificati nemmeno dal punto di vista economico più meschino. L’antieconomicità degli inceneritori è ormai accertata dall’esperienza di decine di impianti simili sparsi nel territorio italiano. Dove presenti, questi impianti, pregiudicano il corretto ciclo dei rifiuti (quello previsto dalle norme europee e per le quali l’Italia è stata già sanzionata: altro costo) per alimentare questi mostri affamati di risorse, che non riuscirebbero a dare utili se non fosse soprattutto per la truffa CIP6. E cioè quella voce che ognuno di noi paga con la bolletta dell’elettricità per finanziare la produzione di energia da fonti rinnovabili, alle quali sono state assimilate quelle da incenerimento di rifiuti. Una furbata ai danni dell’ambiente, della salute pubblica e dell’economia, che è avvenuta in Europa solo nell’Italia dei furbetti. E messa in pratica per lo più da politici ed amministratori capaci di valutazioni meno che grossolane.

9 commenti to “Un termovalorizzatore a Cupello? Macchè, i termovalorizzatori non esistono”

  1. Daniela scrive:

    CIP6 qualcuno può chiarirmi le idee per favore? chi (uomo o partito politico) ha operato perché si giungesse a questo punto? Chi conosce l’iter che ha portato a questa anomalia? Io sono forlivese e di inceneritori qui ce ne sono addirittura due (uno pubblico HERA ed uno privato Mengozzi)

  2. Carmine Tomeo scrive:

    CIP sta per Comitato Interministeriale Prezzi, mentre il 6 è il numero del provvedimento adottato dal comitato nel 1992. Questo provvedimento è il seguito della legge n. 9 del 1991. Con quella legge si stabiliva anche che il CIP avrebbe stabilito i prezzi per energia elettrica da fonti rinnovabile e assimilata. E così il CIP, con il provvedimento n. 6/1992, stabilisce che, chi produce energia elettrica da fonti rinnovabili o assimilate ha diritto a rivenderla al Gestore Servizi Elettrici ad un prezzo superiore a quello di mercato. Tra le fonti assimilate vengono compresi, tra l’altro, i cosiddetti termovalorizzatori. I costi degli incentivi per queste fonti, erogati dallo Stato, sono ribaltati direttamente sulle bollette il ci costo è aggiornato ogni 3 mesi.
    Chi fece quella legge del 1991? Il governo Andreotti, ma da allora nessun governo vi ha messo mano. Solo nel 1999, con il “Decreto Bersani” il sistema del Cip 6 è stato sostituito da quello dei certificati verdi, ma nulla è di fatto modificato. Mentre la Finanziaria 2009 ha garantito incentivi agli impianti già autorizzati, non a quelli già realizzati, assicurando di fatto i benefici anche a quelli non ancora in funzione.
    I maggiori beneficiari degli incentivi CIP6 sono l’ENEL, l’Edison, l’ENI, l’ASM di Brescia (ora A2A dopo la fusione con la AEM), l’ACEA Electrabel, l’EGL Italia, la Sorgenia e la Modula.
    Spero di essere stato chiaro.

    P.S.: grazie per il passaggio da queste parti e torna a trovarci.

  3. John Rawls scrive:

    http://www.primadanoi.it/notizie/23259-La-giunta-Chiodi-ha-deciso-l-Abruzzo-sar%E0-terra-di-termovalorizzatori

    Sti bastardi in regione avvieranno l’iter per l’approvazione nella costruzione degli inceneritori in Abruzzo

    Ricordiamo che a Vienna ci sono 3 inceneritori per una popolazione totale di oltre 1,6 milioni di persone. E qui che ne abbiamo scarsi 1,4 indovinate quante se ne ipotizzano? almeno 5……..

  4. gianfranco scrive:

    riconosco che il termovalorizzatore o inceneritore o come cavolo si voglia chiamarlo sia un male per l’ambiente ma lo sono anche le discariche. tutti protestano ma nessuno spegne la luce o smette di produrre rifiuti. l’attenzione dei cittadini deve essere focalizzata in caso di realizzazione di questi impianti alle emissioni e al tonnellaggio dei rifiuti smaltiti. sono di brescia e convivo con uno di questi mostri e devo ammettere che se gli impianti vengono tenuti lontani dalle grinfie dei politici e della mafia l’impatto con l’ambiente è sopportabile. meglio sarebbe non produrre rifiuti ma la vedo come un’utopia.

  5. Carmine scrive:

    Vedi Gianfranco, le discariche dovrebbero essere solo l’ultimo passaggio di un ciclo dei rifiuti che è molto più lungo di quello che generalmente viene fatto in Italia, e che invece è previsto nelle norme europee. Il primo passo è, come ricordi anche tu, la riduzione della produzione dei rifiuti. in Europa lo stanno facendo evitando la produzione di imballaggi, che rappresenta una buona fetta di tutti i rifiuti prodotti.
    Sei di Brescia è conosci quindi i problemi legati ad un inceneritore e ricorderai la vicenda del latte contaminato da diossine. Saprai che la società che gestisce l’inceneritore della tua città, incassa molti soldi dal Cip6. Ti accorgerai che la raccolta differenziata non è così incentivata (ti riferisco in questo caso quello ho letto a proposito). Saprai anche che tenere lontano da interessi politici e criminali un impianto buono solo per far fare soldi a qualcuno, è questa sì un’utopia.
    E poi, qual è un ipatto ambientale sopportabile? Fino a che punto si può sopportare un aumento dell’incidenza di malattie gravi ed anche mortali?

  6. marco scrive:

    Scusate, provo a dire la mia: non credo che le discariche possano essere ancora una soluzione ottimale, neanche a valle di una ciclo di raccolta differenziata come viene auspicato. Nella differenziata viene recuperato tutto cio che economicamente vantaggioso recuperare (carta, vetro, metalli, plastica nobile, batterie, legno forse, …). Alla fine cosa fare? Penso che le soluzioni ci siano e possono essere anche una opportunità e/o risorsa da non sottovalutare dal punto di vista energetico ambientale. Esiste la possibilità di produrre biogas da digestori anaerobici; esiste la possibilità di produrre gas da gassificatori; esiste la possibilità di bruciare l’organico talquale con bilancio delle emissioni vicino allo zero (ricavandone energia ); . Un buon padre di famiglia alla fine prende una decisione, deve essere corretta e senza pregiudizi.
    Una buona tecnica, fa bene anche alla salute.

    ciao

  7. daniela scrive:

    pensare solo a come ridimensionarla (differenziata, inceneritori) e depositarla non serve a nulla senza un’azione comune volta a diminuirla (ad esempio meno imballi)

  8. Carmine Tomeo scrive:

    Marco –> Sono convinto anch’io che la discarica possa essere superata da altre tecniche, vedi ad esempio il trattamento biomeccanico a freddo con recupero di ciò che ne esce per altre applicazioni (come ad esempio farne del battuto stradale). Alcune delle tecniche da te citate non sono il massimo dell’ecocompatibilità. La decisione, deve valutare, ovviamente senza pregiudizi, quelli che hanno un impatto ambientale minimo e non compromettono la salute delle persone. Troppo spesso, invece, la scelta ricade sulle tecnologie e sulle tecniche che fruttano economicamente meglio, in tempi rapidi. Come ad esempio gli inceneritori.

    Daniela –> Hai perfettamente ragione: occorrono politiche a livello nazionale e sovranazionale che mirino alla riduzione alla fonte dei rifiuti. In Europa molti lo fanno già, in Italia purtroppo siamo anche in questo caso indietro di molti anni.

  9. John Rawls scrive:

    Gianfranco so che dei tuoi concittadini non sono molto convinti della sopportabilita’ dell’inceneritore bresciano:

    http://www.fainotizia.it/2008/09/11/brescia-non-seguite-lesempio-del-nostro-termovalorizzatore-ditelo-alla-iervolino

    Vabbe’, poi inventano dei concorsi ambientali in cui si premiano da soli, ma questo e’ un discorso a parte.

    http://www.youtube.com/watch?v=0V-vHahjap4

    Inoltre volevo far notare che questi impianti hanno l’ effetto perverso di non indurre le popolazioni a ridurre i consumi ma anzi necessitano esattamente del contrario. La materia prima e’, senza giri di parole, la monnezza. QUindi in genere ci si preoccupa piu’ di farne produrre piuttosto che ridurre spazzatura.

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