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Rifondazione Comunista – Vasto

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Mobilità per 82 lavoratori della SMI

Scritto da Carmine Tomeo - 14 ottobre 2009COMMENTA

Sapere che il tuo posto di lavoro è stato bruciato da una crisi economica provocata chissà da chi e chissà dove, fa già girare le palle. Ma essere licenziati perchè magari il management (così si dice nel politically correct, no?) vuol vendere per fare un po’ di soldi più facilemente, più rapidamente e senza magari quella rottura di scatole chiamata produzione, beh… quando è così il fegato comincia a produrre tanta bile da provocare un processo di autodigestione.

E questo processo biolgico deve essere ormai in stato avanzato per i lavoratori della SMI di Mafalda, che stanno per essere messi in mobilità. L’azienda del gruppo Marrollo ha infatti avviato le procedure di mobilità per 82 lavoratori dell’unità produttiva di Mafalda, dove si producono prefabbricati in calcestruzzo. Un’importante realtà industriale, con un indotto che fino ad oggi ha dato lavoro ad almeno altre 40 persone, in una area produttivamente depressa.

Già diversi mesi fa la decisione era stata quella di chiudere lo stabilimento molisano (nel quale lavorano anche persone dell’area del vastese), per far posto ad un contestatissimo impianto di produzione elettrica a biomasse. Il terreno su cui sorge la SMI, sarà infatti venduto per fare spazio alla centrale termoelettrica da 12 Mwe che, come ogni centrale di quel tipo, avrà necessità al massimo di 20-30 lavoratori di professionalità difficilmente individuabili tra quelle che saranno lasciate per strada dalla chiusura della SMI.

Che ne sarà delle decine di lavoratori lasciati senza lavoro? Chi penserà alle loro famiglie? Chi pagherà i loro mutui? Ops, scusate il mio anacronismo di sinistra. Dimenticavo che non sono queste le domande da porsi in affari…

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