Ad un “postino” noioso…
«Il modo migliore per diventare noiosi è dire tutto». Ci è tornato in mente questo aforisma di Voltaire, quando abbiamo letto su un blog vastese il post del Sig. Giuseppe F. Pollutri. Solo che il “postino” Pollutri (nel senso di estensore del post), forse nella fretta di diventare noioso quanto prima, scrive anche di ciò che non conosce e lo fa su gentile concessione dello spazio web del consigliere Nicola D’Adamo. Spazio giustamente concesso, diremmo. Anche perché, a volte è giusto sorridere un po’ in una politica in genere troppo seria. E motivi per (de)ridere il post del Sig. Pollutri ce n’è più di uno. A partire dalla considerazione del “postino”, secondo la quale il Prc di Vasto sarebbe «ridotto organicamente a un … “io, frateto e tu”». Dove per “io” e per “tu” starebbero evidentemente Fabio Smargiassi (neo-segretario di circolo) e Marco Marra (segretario uscente). Il frateto? Può farlo ognuna/o dei/delle decine di iscritte/i al circolo, dei quali l’autore del post non conosce evidentemente l’esistenza. Persone che non ritengono sepolti sotto le macerie del Muro di Berlino, finalmente crollato 20 anni fa, principi come: la dignità umana, il diritto ad un lavoro dignitoso, l’uguaglianza dei diritti, la solidarietà sociale, la pace. Che sono propri del nostro partito, ma che il Sig. Pollutri, probabilmente accecato dal suo pregiudizio, non riesce a scorgere, oppure non ritiene attuali.
Ma tutto questo il Sig. Giuseppe F. Pollutri non può saperlo, visto che non ha onorato il nostro circolo della sua presenza durante il congresso (aperto al pubblico), animato invece dalla presenza sia della quasi la totalità degli iscritti, sia di diversi non iscritti, ognuno dei quali ha potuto prendere parola. E l’assenza ha costretto il Sig. Pollutri a scrivere di ciò che non sa. Non sa ad esempio che sono stati le/gli iscritte/i ad eleggere gli organismi dirigenti con voto libero e democratico. Non c’è stato perciò alcun passaggio di cariche tra paraculi, come definiti Smargiassi e Marra in un commento di un tale Sig. giusfra.poll (ma chi sarà mai, costui?). Chiunque sia il Sig. giusfra.poll (anche se più di un sospetto ce lo concediamo), dovrebbe spiegare l’accusa di paraculaggine a Smargiassi e Marra, significando il termine paraculo l’atteggiamento di chi fa il proprio interesse, senza darlo a vedere. Immaginiamo che il Sig. giusfra.poll non argomenti l’accusa perché, al pari del Sig. Pollutri, non ha argomenti da esporre. Diventando noioso a noi ed a Voltaire, almeno quanto il Sig. Pollutri.
Ci perdoneranno i Sigg. Pollutri e giusfra.poll, il tono volutamente ironico di questo commento ai loro scritti. Ma preferiamo riservarci un maggior grado di serietà per argomentazioni più meritevoli. O meglio, per argomentazioni e basta. Il tono potrà apparire anche un po’ irriverente. Ma, in linea con un principio che facciamo nostro ancora oggi, preferiamo che sia dato ad ognuno secondo le necessità. Ed in questo caso, le non-argomentazioni del post del Sig. Pollutri non necessitano assolutamente di troppa riverenza, non potendo essere considerato, quello scritto, neanche un mero esercizio di stile.

