RU486: un senato di inquisitori
Il senato blocca la pillola abortiva RU486, già in uso nella maggioranza dei paesi europei, lo fa appellandosi ad una trafila burocratica che vorrebbe obbligare le donne al ricovero per la somministrazione di tale farmaco.
La Commisione Igiene e Sanità ha concluso l’indagine conoscitiva sulla pillola abortiva RU486 approvando un documeto. Da questo documento di ventitrè pagine si evince chiaramente che le venti sedute della commissione dedicate all’indagine e le relative audizioni anziché occuparsi di due decenni di letteratura scientifica e delle esperienze dei numerosi paesi europei nei quali le donne possono ricorrere all’aborto medico da anni, sono state impiegate nella disperata ricerca di espedienti che potessero giustificare l’accanimento politico di questo governo contro la Ru486. Dal documento escono tre proposte: sospendere la procedura di commercializzazione per acquisire il parere del Ministero, «consentendo, ove si ritenga necessario, di riavviare la procedura dall’inizio»; stabilire che l’intera procedura abortiva, nelle sue diverse fasi, sia effettuata in regime di ricovero ordinario; presentare una richiesta di arbitrato affinchè l’Emea, l’Agenzia europea per i medicinali, avvii una nuova istruttoria sulla Ru486.
Di conseguenza quest’atto del senato è volto solo a demotivare le donne all’uso di una pratica più umana e meno invasiva per interrompere la gravidanza. Ad 2 giorni dalla giornata mondiale contro la violenza sulle donne, è proprio il senato a mortificare nuovamente la donna, obbligandola ad una pratica dolorosa e rischiosa, quando ci sarebbero soluzioni meno invasive.
Certo, perchè in questo paese se decidi di interrompere una gravidanza devi combattere con la maggioranza dei medici che fanno obiezione di conscienza, con ospedali che non somministrano la pillola del giorno dopo, e con il giudizio di gran parte della società… come se l’aborto fosse una pratica che la donna fa con piacere, con soddisfazione…
E se le argometazioni di questo senato/inquisitore, che punisce la donna per il solo fatto di essere quello che è, sono rivolte a demotivare la pratica abortiva rendendone l’acceso più complesso, io dico che per evitare aborti non necessari basterebbe dare un maggior sostegno psicologico a tutte donne che si trovano a dover fare questa drammatica scelta.
Mentre in Spagna (paese notoriamente bigotto) sta passando una legge che permette alle minorenni di abortire anche senza il consenso dei genitori, noi continuiamo a vivere in questo medioevo sociale.


Secondo me bisognerebbe sviluppare il discorso sul fatto che ancor prima di rimanere incinta bisognerebbe rendere più informata la donna sulle conseguenze di alcuni atti e di far riflettere sul grado di conoscenza che si ha del proprio patner, dovremmo discutere sulla scarsa informazione e sulla scarsa educazione sessuale che ognuno di noi ha, molti, troppi non sanno nulla di nulla seguendo solo l’istinto e ritrovandosi troppo spesso ad affrontare decisioni pazzesche….
Questo e’ chiaro. La consapevolezza ti induce a riflettere sugli atti da compiere. RImane il fatto che certi atteggiamenti sono da pre 1974. Se si abolisse tale pratica le donne ricorrerebbero alle mammane, con tutte le conseguenze sanitarie del caso.
Sicuramente le politiche di prevenzione vanno migliorate, e in alcuni casi attuate perchè inesistenti, però anche questo può essere un discorso pericoloso, perchè questi signori che ci governano vogliono arrivare a dire che non sono necessari metodi abortivi più “facilitati” se si investe maggiormente nella prevenzione.
Mentre non è così.
Maria temo che alcuni vogliano proprio abolire l’aborto, facendo passare pian pianino determinati messaggi, da quello di colpevolizzare le donne che la praticano fino a imporre una morale semi/teologica sulla considerazione dei diritti embrionali. DIritti inesistenti nelle democrazie occidentali avanzate. A ragion veduta.
A me più che questi governanti, mi preoccupa il fatto che non vedo coscienza, non vedo sensibilità da parte delle donne verso questi problemi; sembrano subire passivamente tutte le mortificazioni possibili e sono poche quelle che si indignano figuriamoci quelle che lo dicono forte. E’ la deriva culturale la cosa che mi fa più paura oggi.