Acerbo sul problema delle acque privatizzate
Maurizio Acerbo, consigliere regionale RifCom: ”La proposta di legge regionale di riordino dei servizi idrici, approvata dalla giunta Chiodi, e ora all’esame della commissione potrebbe accellerare la privatizzazione della gestione dell’acqua. Non bastava il decreto di Berlusconi, ora dobbiamo vedercela anche con un provvedimento nostrano.La proposta di legge regionale prevede- prosegue Acerbo- che i servizi idrici regionali siano considerati servizi pubblici locali di rilevanza economica e, in tal caso, scatterebbero gli obblighi di gara previsti dal recente decreto governativo.Spero che si tratti di un involontario errore che potremo sanare durante l’esame in commissione se la maggioranza regionale condivide la necessità di salvaguardare il carattere pubblico della gestione del più prezioso tra i beni comuni.Se vogliamo sottrarre l’acqua alla privatizzazione la strada è quella di una legge regionale che definisca i servizi idrici “privi di rilevanza economica” e, quindi, li ponga al di fuori dell’ambito di appliccazione del decreto e in regola con le direttive europee. Per questo motivo stiamo presentando in tutti i comuni dove siamo presenti delibere di modifica degli statuti comunali che introducano tale definizione. E’ fondamentale che anche la Regione Abruzzo, come sta facendo la Puglia, approvi una legge che sancisca che in considerazione dell´esigenza di tutelare il pubblico interesse allo svolgimento di un servizio essenziale, con situazione di monopolio naturale (art. 43 Costituzione), il servizio idrico integrato è da considerarsi servizio pubblico locale privo di rilevanza economica.Per farla finita con le spa e le tante polemiche su sprechi e clientele la legge regionale dovrebbe prevedere che la gestione e l´erogazione del servizio idrico integrato non possono essere separate e sono affidate esclusivamente a enti di diritto pubblico e, ovviamente, che la gestione del servizio idrico integrato è sottratto al principio della concorrenza ed è realizzato senza finalità lucrative.Ho già personalmente comunicato al presidente Chiodi che una materia così complessa merita tutti i dovuti approfondimenti in commissione e che, quindi, andrebbero evitate accellerazioni che potrebbero avere effetti devastanti. Nessuno ha contestato le degenerazioni nella gestione delle spa dell’acqua quanto il sottoscritto e Rifondazione. Per questo credo che nessuno possa sospettarci di difendere vecchie logiche.Si tratta però di dare vita a una riforma autentica che garantisca trasparenza ed efficienza di una rinnovata gestione pubblica”.

