La sicurezza sul lavoro subordinata alla produzione
Il governo ha tirato fuori dal cilindro un altro provvedimento che definire discutibile, sarebbe come definire gesto d’amore un pugno in faccia. Stiamo parlando della Circolare n. 33: “Provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale di cui all’art. 14 del D.Lgs.81/08- modifiche apportate dall’art. 11 del D.Lgs. 106/09”.
Con questa Circolare il Ministero del Lavoro interviene sulla sospensione delle attività imprenditoriali, in caso di gravi violazioni delle norme di sicurezza sul lavoro. Lo fa, come ci ha abituati da quando il governo Berlusconi è in carica, contro la logica di tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori.
Innanzitutto la Circolare interviene sulla titolarità del potere sospensivo: non più in mano al personale ispettivo, ma attribuito agli uffici competenti. In sostanza, i rilievi fatti dagli ispettori dovranno probabilmente passare al vaglio di altri uffici, che decideranno in merito. Ed intanto le attività lavorative, risultate pericolose per i lavoratori andranno avanti? L’osservazione è ancora più verosimile quando si legge che deve essere salvaguardata la funzionalità degli impianti e l’incolumità dei beni derivanti dalla produzione.
Non basta. L’attività imprenditoriale trovata irregolare, potrà continuare anche in seguito ad un provvedimento interdittivo, per il tempo necessario all’eliminazione e alla correzione delle irregolarità riscontrate. Sarà sufficiente una discrezionale cautela da adottare, segnalata dal personale ispettivo. Il Ministero la ritiene sufficiente. Noi avremmo preferito la certezza delle norme.
In sostanza, per dirla traducendo dal politichese, si tratta di un provvedimento che mette la tutela della salute e dell’integrità fisica dei lavoratori, in subordine rispetto alla produzione. Una Circolare, questa, che è solo l’ultimo di una serie di provvedimenti che mirano ad allentare la capacità preventiva e protettiva delle norme in materia di sicurezza sul lavoro, a favore di un sistema che vede la sicurezza come un fardello economico da alleggerire.

