Rifondazione comunista contraria alle cave sottomarine
In merito alla questione della cava sottomarina in progetto a poche centinaia di metri dalla costa di Punta Penna, siamo stati portati a conoscenza dal sindaco di Vasto, insieme agli altri gruppi consigliari, di una comunicazione del dirigente del competente servizio regionale. Da quella nota si ipotizza quella di Vasto come una cava di riserva, con potenzialità di un milione di mc di sabbia cedibile, ma che meno di 200mila mc saranno dragati per il ripascimento della sola costa di Casalbordino.
Di fatto nulla cambia rispetto alle ragioni della nostra opposizione alla cava: Punta Penna rimarrebbe comunque un sito che, se non oggi, nel prossimo futuro e comunque all’occorrenza, potrebbe essere sfruttato per il prelievo di sabbia fino ad un milione di metri cubi. Una scelta che rimane in contrasto con la volontà di tutelare un tratto di costa che, per il suo valore naturalistico, è unico in Abruzzo.
Si aggiunga a tutto ciò che già in conferenza dei servizi l’amministrazione comunale di Vasto ha espresso il suo sostanziale diniego al progetto, e che nella stessa sede il sindaco di Casalbordino ha comunicato la sua netta opposizione all’opera. Non si capisce allora quali possano essere le motivazioni di insistenza su questo progetto, se non di natura meramente economiche.
Il circolo di Vasto di Rifondazione Comunista, continuerà pertanto a collaborare, come già sta facendo, con quanti (associazioni, istituzioni, altre organizzazioni) intendano opporsi ad un’opera che con la tutela della costa ha poco a che vedere.

