20
maggio - 2012
domenica
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Rifondazione Comunista – Vasto

Circolo Sante Petrocelli

n271252261227_173Più si va avanti e più i dati peggiorano le nostre impressioni sul progetto di cava sottomarina, che la Regione guidata dalla giunta di centro-destra di Chiodi vorrebbe a realizzare a Punta Penna. Nello specifico stiamo parlando in questo caso, dei dati che emergono dalla lettura della Valutazione di Incidenza Ambientale, datata ottobre 2009 ed a firma dei tecnici delle imprese appaltatrici.

Quel documento – ufficiale -  smentisce le rassicurazioni basate sulle scarse dimensioni di cava. Si parlava di un milione di metri cubi di sabbia da prelevare a Punta Penna; poi quel milione è diventato il riferimento alla potenzialità della cava; alla fine, la Valutazione di Incidenza Ambientale aumenta di tre volte la potenzialità di cava, portandola a quasi 3 milioni di metri cubi. Tradotto: anche si parla di un primo intervento di “soli” 200.000 metri cubi, se il progetto andasse in porto, a Punta Penna potrebbero essere prelevati fino a quasi 3 milioni di metri cubi di sabbia. E nessuno potrebbe più fare niente per fermare i lavori.

Altro dato da rettificare è la profondità di scavo. Da più parti si è parlato di una profondità massima di dragaggio di mezzo metro. Ma si tratta di un dato ingannevole. Ecco come è venuto fuori.

I progettisti dicono: servono (per ora) 200.000 metri cubi di sabbia ; l’estensione massima della cava è di 400.000 metri quadri; dividiamo i metri cubi per la superficie e viene fuori mezzo metro di scavo medio su tutta la superficie disponibile.

Ma a pagina 10 della Valutazione di Incidenza Ambientale, si legge testualmente: “le operazioni di dragaggio [...] dovranno procedere [...] sino ad una escavazione media di 1,5 m con una tolleranza sulle singole quote rilevate al massimo pari a +/- 0,3 m.” In pratica ci si riserva la possibilità di scavare fino a 1,8 metri. Quansi 2 metri di scavo reali, contro l’ingannevole mezzo metro ipotizzato con un calcolo di pura e semplice geometria, che non rispecchia la realtà.

Poi possiamo parlare di tutto. Anche di “trasloco forzoso” delle telline per tutelare l’incolumità di quei molluschi (non scherzo, è stato ipotizzato anche questo), per tranquillizzare gli animi preoccupati di vastesi e non solo. Ma i veri dati di progetto e la difficoltà ad avere disponibili i dati reali, non ci lascia assolutamente sereni.

Intanto ricordiamo le prossime iniziative a difesa di Punta Penna:

Lunedi 18/01 tutti in consiglio comunale dalle ore 15:00, dove ci saranno le prime discussioni sulla cava. La nostra presenza significa inviare ai nostri rappresentanti comunali un messaggio chiaro: NOI LA CAVA A PUNTA PENNA NON LA VOGLIAMO!

Domenica 24/01 presidio in Piazza Diomede dalle ore 17:00
E’ importante essere davvero in TANTI. Quella è una data fondamentale! Se al presidio saranno presenti poche persone, dalla Regione si sentiranno liberi da condizionamenti e saranno tranquilli di poter mettere mani su Punta Penna. Perciò: TUTTI AL PRESIDIO DOMENICA 24/01!!!

Punta Penna è nostro comune ed irripetibile patrimonio naturale! Difendiamolo!

Un commento to “Cava a Punta Penna. Due dati reali (preoccupanti) e due dati ingannevoli”

  1. marcomarra scrive:

    La manifestazione del 24 in Piazza è anticipata alla ORE 11.00 MATTIMA!!!!!

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