Mentre l’Abruzzo soffre le conseguenze del debito sanitario, del terremoto e della crisi economica, il centrodestra approva porcate in Consiglio Regionale.
Per l’ennesima volta è stato riproposto e questa volta approvato l’emendamento a firma Menna (UDC), Tagliente e Prospero allo scopo di sanare le recinzioni degli stabilimenti che non si sono adeguati alla normativa vigente.
Il trio di consiglieri regionali vastesi ha così sanato la situazione di quegli stabilimenti che hanno rifiutato di adempiere alle ordinanze comunali.
E’ emblematico che i proponenti abbiano richiesto che la votazione avvenisse in modo segreto.
Ricordo che questi balneatori hanno già perso in sede di giustizia amministrativa e che il divieto è previsto nel Piano Demaniale Marittimo regionale.
Si tratta di una porcata non solo nei confronti del demanio marittimo e della sua salvaguardia paesaggistica, ma anche dei balneatori di tutta la costa abruzzese che hanno rispettato le leggi.
Esprimo la massima solidarietà al sindaco di Vasto Luciano La Penna che in questi anni ha agito meritoriamente per il ripristino della legalità sul demanio marittimo.
Mentre il centrodestra regionale scodinzola alla corte di Berlusconi rinunciando a difendere i diritti degli aquilani, usa il potere legislativo per delegittimare gli enti locali che fanno il proprio dovere.
A questo punto non c’è nulla di buono da aspettarsi dalla revisione del PDM a cui lavora l’assessore Di Dalmazio.
VORREI SOTTOLINEARE LA PORTATA DEVASTANTE DELL’EMENDAMENTO APPROVATO.
Non solo si sanano le recinzioni degli stabilimenti che non hanno adempiuto alle prescriszioni normative rimuovendo le recinzioni realizzate prima dell’entrata in vigore del PDM:
“Sono fatti salvi i sistemi di protezione esistenti, autorizzati antecedentemente
alla data di approvazione del Piano demaniale Marittimo”
(in sintesi chi non si è messo in regola).
Ma nell’emendamento è stata introdotta una norma di cui si potranno avvalere tutti gli stabilimenti balneari della costa abruzzese con effetti sulla vista mare a dir poco osceni:
“Gli stabilimenti possono delimitare, con sistemi di protezione a giorno non impattanti (sic!), di altezza non superiore a metri 1,80, un’area circostante la struttura principale: il sistema di protezione dovrà essere posto a una distanza non superiore a 10 metri dal perimetro della struttura principale”.
Praticamente ogni stabilimento potrà trasformarsi in un fortino aumentando a dismisura la chiusura alla vista dei cittadini delle nostre spiagge.
Praticamente il nuovo PDM regionale l’ha già fatto il trio vastese. L’assessore Di Dalmazio che ha avallato questa operazione dovrebeb avere il buon gusto di rimettere il madato.
Maurizio Acerbo, consigliere regionale PRC

